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Sede:
Fondazione: Fondatori: Gianluca Alfieri, Luigi Bergantino, Nicola Capone, Milena Cuccurullo, Fernanda Gallo, Marianna Garofalo, Carlo Iannello, Francesco Iannello, Massimiliano Marotta, Sergio Marotta, Filippo Matrisciano, Rosario Patalano, Teresa Ricciardiello, Teresa E. Ricciardiello. Soci onorari: Franco Battiato (Musicista e artista), Vincenzo Galgano (Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli), Aldo Masullo (Professore Emerito dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II"), Manlio Sgalambro (Filosofo e artista). Presidente Onorario: Salvatore Settis (Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa). Presidente: Massimiliano Marotta. Consiglio direttivo: Luigi Bergantino, Nicola Capone, Milena Cuccurullo, Massimiliano Marotta, Flora Micillo.
Comitato scientifico:
Remo Bodei, Gaetano Calabrò,
Guido D'Agostino, Biagio de Giovanni,
Roberto Esposito,
Consiglio di presidenza: Soci sostenitori: Gianluca Alfieri, Luigi Bergantino, Nicola Capone, Gaetano Carlizzi, Michelangelo Costagliola, Antonella Cuccurullo, Milena Cuccurullo, Maria Sole Fanuzzi, Emma Fleury, Carmen Gallo, Fernanda Gallo, Marianna Garofalo, Carlo Iannello, Francesco Iannello, Maria Rosaria Iovine, Wolfgang Kaltenbacher, Alberto Lucarelli, Massimiliano Marotta, Sergio Marotta, Filippo Matrisciano, Flora Micillo, Rosario Patalano, Antonio Polichetti, Ulderico Pomarici, Teresa Ricciardiello, Teresa E. Ricciardiello, Stefano Sarno, Alessandra Straniero.
preamboloOggi è ricorrente sulla stampa il discorso dell’impreparazione
della nostra classe dirigente e tale decadenza della classe politica in
Italia sembra aver avuto un momento di tregua solo quando la società
italiana ebbe riconquistato la propria libertà nel 1943 e creò con la
Costituzione italiana un momento altissimo che può considerarsi
compimento del moto Risorgimentale italiano e riscattò per un momento
quella «mediocrità endemica della classe politica» che Nitti aveva
denunciato e che era la conseguenza del costume di una borghesia che non
era stata capace di sollevarsi al di sopra degli interessi particolari.
Così, oggi, per reagire al palese declino della politica e per
sollevarla alla sua vera funzione, come «arte che si riferisce
all’anima», abbiamo deciso di riprendere la strada di quegli animosi
che nel 1924 vollero fondare la Società di Studi Politici in Napoli che
fu abolita dal fascismo nel 1925. E facciamo nostro il discorso che
Benedetto Croce pronunciò per l’inaugurazione di quella Società
convinti che, come scrive il filosofo nella Storia del Regno di
Napoli, come la storia è azione spirituale, così «ogni problema
pratico e politico è problema spirituale e morale; e in questo campo va
posto e trattato [...]. Qui l’opera è degli educatori, sotto il quale
nome non bisogna pensare ai maestri di scuola e agli altri pedagoghi, o
non a essi soli, ma a tutti, in quanto tutti siamo e dobbiamo e possiamo
essere effettivi educatori, ciascuno nella propria cerchia e ciascuno in
prima verso sé stesso [...]»; che la prima e fondamentale riforma che
la classe intellettuale può mettere in atto è quella di formare sé
stessa e dare anima e coscienza e volontà alla parte migliore della
popolazione e che una nuova religione civile non può formarsi «se non
con un nuovo moto di pensiero, segno e strumento insieme di un
elevamento degli animi». |